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venerdì, 17 Aprile 2026

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Le ragioni del NO al Referendum!

Comunicato stampa – In un tempo dove dilagano guerre e violenze, dove vengono messi in discussioni i pilastri del Diritto Internazionale, possiamo impegnarci per difendere e riaffermare i valori della Pace, dell’Uguaglianza e della Democrazia sanciti nella nostra Costituzione.

Il sostegno alle ragioni del NO al Referendum, sulle norme imposte senza nessun confronto democratico dalla maggioranza, cresce anche nella nostra vallata, in un momento in cui sempre più evidenti sono i pericoli e i rischi a cui il nostro Paese viene esposto a causa delle politiche e delle scelte del Governo.

È sempre più chiaro a tutti che queste modifiche costituzionali non servono a migliorare la Giustizia, se il Governo volesse migliorare il funzionamento della Giustizia farebbe interventi con legge ordinaria. Per stabilizzare l’indispensabile personale adesso precario e investirebbe risorse per coprire le carenze di organico di magistrati e amministrativi in tutta Italia. Invece, evidentemente, vuole intervenire sull’ordinamento giudiziario, cioè su un potere dello Stato, e non sulla Giustizia che è un servizio per il cittadino.

Il Governo vuole rimuovere il controllo di legalità costituzionale al proprio operato, vuole cancellare l’essenza della Democrazia costituzionale, vuole ridurre il ruolo di un potere giudiziario autonomo dal potere politico e dotato di un organismo di autogoverno realmente indipendente.

L’attuale CSM è composto da un terzo di eletti dal Parlamento e due terzi di magistrati eletti da magistrati ed è chiaramente un organo di autogoverno della Magistratura.

I due CSM che si vorrebbe introdurre per PM e Giudici sarebbero invece composti in parte da politici estratti a sorte in una platea di sorteggiabili eletta dal Parlamento in seduta comune, in parte da magistrati estratti a sorte alla cieca fra tutti i circa 9.000 magistrati. Questa composizione da un lato viola il principio di rappresentatività di un organo che dovrebbe essere espressione dell’ordine giudiziario, dall’altro lato determinerà fatalmente la predominanza della componente politica.

Da considerare poi che oggi i membri politici del CSM sono solo un terzo, mentre nell’Alta Corte, che si dovrebbe in futuro occupare delle sanzioni disciplinari ai magistrati, la componente politica sarà due quinti, una proporzione che potrà molto facilmente determinare un ruolo maggiore della stessa componente politica su quella togata.

Il Governo parla poi della necessità di carriere separate quando già oggi le funzioni fra PM e giudici sono già sostanzialmente separate dalla legge Cartabia del 2022 che, all’articolo 12, prevede che un magistrato possa cambiare funzioni da PM a giudice e da giudice a PM solo una volta entro i 9 anni dall’ingresso in magistratura e cambiando distretto di Corte d’Appello, cioè cambiando regione.

Avvengono ormai solo una quarantina di passaggi l’anno su 9.000 magistrati, ma di cosa stiamo parlando?

È chiaro che il Governo non vuole fare queste modifiche per separare le carriere, è invece molto interessato, e lo dichiara, a limitare l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura e la sua funzione di controllo della legalità e dell’operato anche del potere esecutivo e dei funzionari dello Stato. È una pretesa di prevaricazione e espansione del potere esecutivo sugli altri poteri dello Stato che ha già fagocitato e fortemente ridotto il ruolo del potere legislativo.

Sarà possibile approfondire e conoscere le ragioni del NO durante i prossimi incontri previsti in Casentino.

Venerdì 6 marzo alle ore 21:00 a Strada in Casentino nella Sala consiliare

Sabato 7 marzo alle ore 18:00 a Montemignaio, nella Sala polivalente

Sabato 7 marzo alle ore 18:00 a Bibbiena, alla Bocciofila

Lunedì 9 marzo alle ore 21:00 a San Piero in Frassino, nella Sala polifunzionale

Sabato 14 marzo alle ore 17:00 a Pratovecchio, nella Sala del Podestà

Comitato Giusto dire NO! Casentino

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