di Mauro Meschini – Ma senti un po’, ora che finalmente che siamo a Maggio una bella domenica insieme la riusciremo a trascorrere? – Sicuramente, non vedo l’ora, l’inverno è stato lungo… ma adesso con la bella stagione… – Una giornata in Casentino ci vuole proprio. Senti un po’. Mi sveglio domenica di buon’ora, prendo il treno e vengo su da te… che ne so… a Poppi, a Stia… ci facciamo un bel piatto di tortelli, poi una pomeriggio di riposo e nel tardo pomeriggio rientro ad Arezzo… che ne dici?
– Non correre troppo. Dobbiamo subito rivedere il programma perché la domenica il treno non viaggia per il Casentino… – No!?… accidenti…. ma ci sarà qualcosa… – Ci sono dei bus. – Ecco! Perfetto. Seguo lo stesso programma e stiamo una giornata insieme… che ne dici?
– Niente da fare… per arrivare potresti partire alle 09:00 da Arezzo e arrivare poco dopo le 10:00 a Stia, ma per il ritorno l’ultimo bus parte, sempre da Stia, alle 14:25… – Cavolo!… così il pomeriggio rilassante dopo i tortelli va a farsi benedire… Allora facciamo l’inverso. Vieni tu ad Arezzo, ci sarà il modo… – Potrei partire alle 07:28 da Stia ed essere da te prima delle 09:00… ma il problema in questo caso è il ritorno… – Come sarebbe, non ci sono mezzi neppure per tornare da Arezzo?
– C’è un bus alle 18:30, ma arriva solo a Subbiano… poi l’unico e ultimo è alle 19,25… anzi sono due uno che va direttamente a Stia, saltando alcune fermate intermedie, un altro che invece si ferma a Bibbiena e non prosegue. Pensa che un mio amico si è trovato in queste ultime due domeniche a dover utilizzare il bus per tornare da Arezzo. Intanto ha trovato sempre una quantità di persone incredibile, tanto che la prima volta sono addirittura partiti tre autobus e per fortuna è salito sul primo, che era il mezzo che lo portava direttamente a Stia. La seconda volta gli è invece andata male… c’erano solo due bus è salito sempre sul primo, ma questa volta era quello che si fermava a Bibbiena, anche se poco prima gli avevano indicato una cosa diversa… Così, come altri, si è trovato a dover inventarsi il modo di tornare a casa una volta sceso alla stazione di Bibbiena…
– Niente da fare allora. Non mi sembra il caso di passare un giorno festivo in questo modo… ma avere un normale servizio del treno è così complicato?… Ricordo che anni fa era previsto… – Ricordi bene… ma anche questo è uno dei servizi persi dalla nostra vallata e non sembra ci sia interesse per ripristinarlo… ma sai, i nostri amministratori sono quelli che non hanno detto una parola neppure per impedire la chiusura del Punto Nascita!… – Non è una bella situazione… ma comunque che si fa domenica? – Ascolta un po’… ma se si prende la macchina e si va al mare?!…
Non sappiamo come i due immaginari protagonisti di questo dialogo trascorreranno il giorno di festa che stanno cercando di organizzare, ma quello che hanno detto ci riporta subito ad una realtà concreta e, probabilmente, sperimentata da molti in Casentino. Non si tratta di un tema nuovo, anche il nostro giornale più volte si è confrontato con l’importante e delicata questione del servizio di trasporto pubblico garantito dal treno, sottolineando come la scelta di cancellare le corse nei giorni festivi sia penalizzante e, per molti aspetti, anche poco giustificabile considerando quello che accade comunque nelle corse sostitutive con bus soprattutto nel rientro da Arezzo.
È stato realizzato un sistema di sicurezza stellare che, per come è stato presentato, dovrebbe garantire la possibilità di viaggiare più veloci e sicuri. Questo dovrebbe quindi diminuire i tempi di percorrenza per e da Arezzo e rendere ancora più conveniente utilizzare il treno, soprattutto considerando la perenne presenza di cantieri sulla SR71 e l’aumento esponenziale dei costi dei carburanti di questo periodo, che rendono l’uso delle auto sempre più economicamente gravoso.
Perché allora non si segue questa strada? Perché non si utilizzano al massimo le potenzialità del treno promuovendone l’uso? Perché non si ripristinano le corse festive? Incentivando per una volta le persone a venire in Casentino e non a fare l’inverso, come è accaduto in alcuni casi in cui si sono sperimentate corse speciali per eventi particolari come il Natale…
Sono domande fatte più volte a cui nessuno ha dato risposta. Ma crediamo che il futuro del Casentino sia anche rappresentato dal mantenimento e dal rafforzamento dei servizi pubblici che permettono di raggiungerlo, il treno è un elemento fondamentale che dobbiamo difendere e tutelare per evitare che, in futuro, sempre più persone cancellino il Casentino dai loro itinerari e scelgano di andare al mare.


